Fotografo subacqueo e nuotatore master

"L’acqua rivela"

L’ho intuìto da piccolo. Ne ho avuto cognizione da adulto. Non mi ha più lasciato andare.

Come è iniziato

Nel 2013 un incidente in bicicletta mi impedì di disputare la stagione agonistica. Ero tesserato con il Flaminio Sporting Club, nuotavo in vasca da anni — e improvvisamente non potevo più farlo. Avevo nostalgia dell'acqua. Così presi una macchina fotografica e scesi in piscina a fotografare i miei compagni di allenamento, senza formalità, senza un piano. Solo per stare vicino all'acqua in un modo diverso.

Da quel momento non mi sono più fermato.

Come lavoro

Fotografo in apnea, nuotando accanto agli atleti. Non da bordo vasca, non con le bombole in posizione statica: in acqua, in movimento, il più possibile vicino ai miei soggetti ma senza disturbarli. È una tecnica che ho sviluppato in anni di pratica, e che nasce direttamente dall'essere prima nuotatore e poi fotografo. Mi permette di seguire il gesto atletico e di essere presente nel momento esatto in cui accade qualcosa che vale la pena fermare.

In acqua con me porto spesso una visione, una suggestione che riconosco quando la trovo, o quando riesco a farla emergere. Prima di ogni sessione so già cosa cerco. L'acqua è il mio elemento: sott'acqua, dietro alla macchina fotografica, sono a mio agio tanto quanto gli atleti che affianco, davanti all’obiettivo. Questo ci aiuta nel creare il migliore rapporto possibile — un clima di rispetto e fiducia reciproca essenziale per sviluppare la creatività. 

Chi nuota davanti al mio obiettivo non posa: continua semplicemente a nuotare. È un esercizio di scoperta creativa che per me è anche un grande privilegio, e di cui sono immensamente grato.

Una filosofia in tre soggetti

Si dice che ogni fotografia contenga tre soggetti: chi scatta, chi viene ritratto, chi guarda. Le foto che considero più riuscite sono quelle che lasciano a chi guarda il più ampio spazio interpretativo — un punto di partenza per guardare l'immagine, e poi per guardarsi dentro.

La fotografia subacquea, con le sue suggestive sospensioni, si adatta bene alla rappresentazione degli ideali di bellezza classica greca e romana. Nel tempo ho scoperto però una sensibilità orientata anche alla ricerca della bellezza nell'imperfezione — il wabi-sabi (侘寂). Apprezzo l'impermanenza, la luce fugace e irripetibile di ciò che è imperfetto e incompleto. Durante l'esecuzione di gesti atletici, a volte l'acqua plasma la fisicità in forme plastiche tanto uniche quanto labili; e spesso chi è ripreso si rivela in piena semplicità, con pose ed espressioni naturali, senza costruzioni. In post-produzione lavoro esclusivamente su luminosità, contrasto, colore e inquadratura. Mai fotoritocco. Quello che vedi nella foto è una puntuale rappresentazione di quello che c'era.

La fotografia subacquea è per me una forma di contatto con emozioni elementali, spesso nascoste. Toccanti, oniriche, evocative — è quello che cerco ogni volta che entro in acqua con una macchina fotografica.

Con chi ho lavorato

La base — centinaia di nuotatori master

Nel corso di questi anni ho fotografato centinaia di atleti — nuotatori olimpici, atleti di nuoto sincronizzato, campioni di nuoto di salvamento. Dal 2007 condivido vasche e acque libere con atleti master italiani e stranieri, e continuo a fotografarli ancora oggi. È così che è nata la mia tecnica, e con tutti loro che continuo ad affinarla.

I lavori di rilievo

Nel tempo, quella stessa tecnica mi ha portato a lavorare con alcuni tra gli atleti e le squadre più importanti del panorama acquatico internazionale.

Nel luglio 2014 sono stato media partner del progetto "1000 x 50" organizzato dalla ASD Nuotavamo negli Anni 70 — una staffetta da record del mondo svolta presso Aquaniene a Roma: 1.000 atleti, ciascuno fotografato e ripreso individualmente anche sott'acqua, ininterrottamente dall'inizio alla fine della manifestazione.

Ho collaborato con la Squadra Nazionale Italiana di Nuoto Artistico nella sua interezza — dalle atlete di squadra ai duetti di punta — e con la Squadra Nazionale Cinese, in occasione di un ritiro congiunto a Roma. 

Ho fotografato Manila Flamini e Giorgio Minisini durante gli allenamenti al Centro Federale di Pietralata, e successivamente il duo Lucrezia Ruggiero e Giorgio Minisini. Ho lavorato con la squadra di nuoto di salvamento delle Fiamme Oro e, sempre assieme a Giorgio Minisini, con il Progetto Filippide - SSD (riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico) che svolge attività di allenamento e preparazione a competizioni sportive, con soggetti affetti da autismo e sindromi rare ad esso correlate.

Pubblicazioni e mostre

Nel 2013 ho esposto la mostra “The Joy of Swimming” presso il Foro Italico (Roma) e presso lo Stadio del Nuoto di Riccione.

Una mia fotografia è stata pubblicata a doppia pagina nel magazine "Sette" del Corriere della Sera (2022), a corredo di un articolo sul duo Ruggiero-Minisini.

Dal 2018 una mia mostra fotografica è esposta in permanenza al Flaminio Sporting Club di Roma — una delle strutture scelte per gli allenamenti della nazionale giovanile e degli atleti di punta del nuoto artistico italiano.

Formazione

Ho investito negli anni in percorsi di formazione tecnica avanzata con fotografi di riferimento internazionale: Giorgio Scala (per anni fotografo ufficiale delle federazioni italiana, europea e mondiale di nuoto, fondatore di DeepBlueMedia), Claudio Palmisano (fotografo e post-produttore con pubblicazioni su National Geographic e le principali testate internazionali) e Marianna Santoni (fotografa e post-produttrice di riferimento a livello internazionale). Questi percorsi hanno affinato il metodo di lavoro che guida ogni mia sessione di scatto e post-produzione.

Perché oggi

Dopo anni in cui questa attività è rimasta sullo sfondo — sacrificata agli impegni del lavoro principale e della vita — ho deciso che non voglio più trascurarla. La fotografia subacquea è parte della mia identità, qualcosa per me essenziale.

Sono tornato in acqua con attrezzatura rinnovata, una formazione tecnica più solida, e la consapevolezza di quello che voglio fare. Se sei qui, forse hai già visto alcune mie foto. Se vuoi che ne faccia di tue, scrivimi.